| Mater Dei |
| Mother of God Madre di Dio |
| Italiano |
| "La santa Chiesa, che onorando in Maria la Madre di Cristo, |
| esalta la sua divina Maternità, |
| per il fatto che Cristo era non solo uomo, |
| ma Dio, Figlio di Dio." |
| Diletti Figli e Figlie! |
| La vostra visita coincide con la festa della Maternità di Maria Santissima, festa istituita dal Nostro Predecessore Papa Pio XI, nel 1931, per commemorare e per celebrare il XV centenario del Concilio Ecumenico di Efeso, nel quale fu riconosciuto e proclamato il titolo di Madre di Dio, Theotókos, alla Madonna; e coincide altresì con il quinto anniversario dalla apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, inaugurato appunto in questo giorno da Papa Giovanni XXIII, di venerata memoria. Luna e laltra ricorrenza invitano il nostro pensiero a venerare in modo particolare la Madonna e ad affidare alla sua materna tutela la santa Chiesa, che onorando in Maria la Madre di Cristo, esalta la sua divina Maternità, per il fatto che Cristo era non solo uomo, ma Dio, Figlio di Dio, e nello stesso tempo confessa una Maternità spirituale di Maria verso di noi, verso il Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. |
| Vi esortiamo perciò, Figli carissimi, a ricordare questi misteri della Madonna, a comprendere perché la dottrina e la pietà cattolica tributano a Lei un particolare culto, e ad avere per Lei una filiale e cordiale devozione. Bisogna che Maria Santissima abbia sempre un posto speciale nella nostra professione religiosa, quello che appunto Le compete nel disegno divino della nostra Redenzione, non certo in competizione con quello di Cristo, ma da quello di Cristo completamente dipendente e derivato e a quello di Cristo mirabilmente associato. |
| Questa verità ci autorizza, ben lo sappiamo, a ricorrere alla intercessione di Maria, come a quella duna madre altrettanto buona che potente presso la sorgente dogni grazia, cioè presso Cristo Figlio suo e nostro Salvatore. La pregheremo perciò la Madonna per tutte le nostre necessità spirituali, e non escluse - come avvenne alle nozze di Cana - anche quelle nostre temporali, collegate con le prime. |
| Ludienza presente unirà alle vostre la Nostra orazione, affinché la Madonna Santissima vi ottenga dal Signore tutti i favori di cui avete desiderio e bisogno; per voi, proprio per ciascuno di voi, per i vostri cari, presenti e assenti, per le vostre famiglie, le vostre associazioni, le vostre parrocchie e diocesi e comunità, le vostre rispettive Nazioni. La Madonna, dal Cielo, cioè in Dio, può tutto e tutti vedere, e tutti proteggere e beneficare. |
| E voi, in questo incontro familiare, unite alla Nostra preghiera la vostra, per la santa Chiesa, a Noi affidata, che sopra ogni cosa Ci è nel cuore; per i Fratelli cristiani ancora da noi separati, per la pace nel mondo. Che Maria, vedendoci così uniti in questo prezioso istante spirituale, ci esaudisca: «Monstra Te esse Matrem», Le diciamo; ci si dimostri Madre; e tutti ci assista. |
| (UDIENZA GENERALE DI PAOLO VI; Mercoledì, 11 ottobre 1967) |
| Nota trinitaria, cristologia ed ecclesiale nel culto della Vergine |
| 25. È sommamente conveniente, anzitutto, che gli esercizi di pietà verso la Vergine Maria esprimano chiaramente la nota trinitaria e cristologica, che in essi è intrinseca ed essenziale. Il culto cristiano infatti è, per sua natura, culto al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, o meglio come si esprime la Liturgia al Padre per Cristo nello Spirito. In questa prospettiva, esso legittimamente si estende, sia pure in modo sostanzialmente diverso, prima di tutto e in maniera speciale alla Madre del Signore, e poi ai Santi, nei quali la Chiesa proclama il mistero pasquale, perché essi hanno sofferto con Cristo e con lui sono stati glorificati.68 Nella Vergine Maria tutto è relativo a Cristo e tutto da lui dipende: in vista di lui Dio Padre, da tutta l'eternità, la scelse Madre tutta santa e la ornò di doni dello Spirito, a nessun altro concessi. Certamente la genuina pietà cristiana non ha mai mancato di mettere in luce l'indissolubile legame e l'essenziale riferimento della Vergine al Divin Salvatore.69 Tuttavia, a Noi pare particolarmente conforme all'indirizzo spirituale della nostra epoca, dominata e assorbita dalla «questione di Cristo»,70 che nelle espressioni di culto alla Vergine abbia speciale risalto l'aspetto cristologico e si faccia in modo che esse rispecchino il piano di Dio, il quale prestabilì con un solo e medesimo decreto l'origine di Maria e l'incarnazione della divina Sapienza.71 Ciò concorrerà senza dubbio a rendere più solida la pietà verso la Madre di Gesù e a farne uno strumento efficace per giungere alla piena conoscenza del Figlio di Dio, fino a raggiungere la misura della piena statura di Cristo (Ef 4,13); e contribuirà, d'altra parte, ad accrescere il culto dovuto a Cristo stesso, poiché, secondo il perenne sentire della Chiesa, autorevolmente ribadito ai nostri giorni,72 vien riferito al Signore quel che è offerto in servizio all'Ancella; così ridonda sul Figlio quel che è attribuito alla Madre; (...) così ricade sul Re l'onore che vien reso in umile tributo alla Regina. |
| Il tempo di Natale costituisce una prolungata memoria della maternità divina, verginale, salvifica, di colei la cui illibata verginità diede al mondo il Salvatore:16 infatti, nella solennità del Natale del Signore, la Chiesa, mentre adora il Salvatore, ne venera la Madre gloriosa; nella Epifania del Signore, mentre celebra la vocazione universale alla salvezza, contempla la Vergine come vera Sede della Sapienza e vera Madre del Re, la quale presenta all'adorazione dei Magi il Redentore di tutte le genti (cfr Mt 2,11); e nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (domenica fra l'ottava di Natale) riguarda con profonda riverenza la santa vita che conducono nella casa di Nazaret Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell'uomo, Maria, sua Madre, e Giuseppe, uomo giusto (cfr Mt 1,19). |
| Nel ricomposto ordinamento del periodo natalizio Ci sembra che la comune attenzione debba essere rivolta alla ripristinata solennità di Maria Ss. Madre di Dio; essa, collocata secondo l'antico suggerimento della Liturgia dell'Urbe al primo giorno di gennaio, è destinata a celebrare la parte avuta da Maria in questo mistero di salvezza e ad esaltare la singolare dignità che ne deriva per la Madre santa... per mezzo della quale abbiamo ricevuto... l'Autore della vita;17 ed è, altresì, un'occasione propizia per rinnovare l'adorazione al neonato Principe della Pace, per riascoltare il lieto annuncio angelico (cfr Lc 2,14), per implorare da Dio, mediatrice la Regina della Pace, il dono supremo della pace. Per questo, nella felice coincidenza dell'Ottava di Natale con il giorno augurale del primo gennaio, abbiamo istituito la Giornata mondiale della pace, che raccoglie crescenti adesioni e matura già nel cuore di molti uomini frutti di Pace. |
| (Marialis Cultus; II-2-1974) |
| La vostra visita giunge a Noi nel giorno in cui la pietà della Chiesa onora Maria Santissima con la festa detta del Santo Rosario. Voi certo lo sapete bene. E perciò le Nostre parole, questoggi, non possono ad altro riferirsi che a questa particolare forma di culto mariano. |
| È ormai una tradizione per i Papi di questi ultimi tempi tributare alla Madonna un omaggio sempre rinnovato e speciale mediante la spiegazione, lapologia, la raccomandazione del Santo Rosario. Più degli altri è da ricordare Papa Leone XIII, che quasi ogni anno, dal 1883 al 1901, nella ricorrenza di questa festa pubblicava unEnciclica sul Rosario; abbiamo così un rosario di Encicliche mariane! Sono facili a comprendersi le ragioni di tanta devozione pontificia per la Madonna: nessuno è tanto devoto di Maria Santissima quanto il Papa! Se non bastassero gli impulsi della sua pietà personale, resa sempre più viva dalle necessità spirituali del Suo ministero apostolico, che Lo obbligano ad una continua invocazione alla Madre di Cristo, quasi ad una umile e fervente conversazione con Lei, sarebbero le profonde e feconde ragioni teologiche del Suo ufficio pontificale a richiamarlo a questo culto specialissimo, e a mettere a confronto, anzi in relazione, la missione unica e somma di Maria nel disegno della nostra salvezza con la funzione propria del sacerdozio, che Cristo ha voluto partecipe del suo unico Sacerdozio per comunicarsi al mondo. Quali relazioni e quali distinzioni vi sono fra la maternità di Maria, resa universale dalla dignità e dalla carità della posizione assegnatale da Dio nel piano della Redenzione, e il sacerdozio apostolico, costituito dal Signore per essere strumento di comunicazione salvifica fra Dio e gli uomini? Maria dà Cristo allumanità; e anche il Sacerdozio dà Cristo allumanità, ma in modo diverso, comè chiaro; Maria mediante lIncarnazione e mediante leffusione della grazia, di cui Dio lha riempita; il Sacerdozio mediante i poteri. dellordine sacro: ministero che genera Cristo nella carne il primo, e poi lo comunica per le misteriose vie della carità alle anime chiamate a salvezza; ministero sacramentale ed esteriore il secondo, il quale dispensa quei doni di verità e di grazia, quello Spirito, che porta e forma il Cristo mistico nelle anime che accettano il salutare servizio della gerarchia sacerdotale (S. Th. III, 63, 3; Cat. Conc. Trid. II, 7, 23-24). Ma evidentemente Maria è, dopo Cristo e per virtù di Cristo, al vertice di questa economia di salvezza; precede e supera il Sacerdozio; Ella è ad un piano di eccellenza superiore e di efficienza differente rispetto ad esso; e se il sacerdozio al suo grado sommo possiede le chiavi del regno dei cieli, la Regina dei cieli è Lei, la Madonna, che è perciò anche rispetto alla gerarchia la Regina degli Apostoli. Comprendete pertanto, carissimi Figli, perché i Papi sono tanto devoti di Maria. |
| E se Noi oggi vi ricordiamo questo fatto, lo facciamo per far Nostre le esortazioni che i Nostri piissimi e venerati Predecessori hanno rivolto al popolo cristiano in onore di Maria Santissima. Troppe cose sarebbero da dire; lasciateci soltanto ripetere a voi le parole, che appunto Leone XIII citava nella sua Enciclica «Adiutricem populi» (1895) prendendole dalle labbra di quel San Cirillo dAlessandria, che fu il principale promotore del Concilio di Efeso, ove Maria fu riconosciuta e proclamata Madre di Dio, e che così a Lei si rivolge: «Per te (Maria), gli Apostoli predicarono ai popoli la dottrina della salvezza; per te la santa Croce è lodata e adorata nel mondo intero; per te i demoni sono messi in fuga, e luomo è richiamato al cielo; per te ogni creatura, stretta dagli errori della idolatria, è ricondotta alla conoscenza della verità; per te i fedeli sono pervenuti al battesimo e in ogni parte del mondo sono state fondate le Chiese» (Homil. contra Nestorium). |
| Parole che ci infondono fiducia nella Vergine Santissima, ci richiamano a sentimenti e ad esercizi di filiale pietà, ci mostrano la relazione del culto mariano con le grandi vicende della storia; e, per noi, ci lasciano sperare nel buon esito del Concilio e nellavvicinamento delle anime a Cristo, mentre questoggi, ci rimettono il Rosario in mano con un grande desiderio, con un nuovo proposito di ricominciare i ritmi deliziosi: Ave Maria, ave Maria! |
| (UDIENZA GENERALE DI PAOLO VI; Mercoledì, 7 ottobre 1964) |
| English |
| Trinitarian, Christological and Ecclesial Aspects of Devotion to the Blessed Virgin |
| 25. In the first place it is supremely fitting that exercises of piety directed towards the Virgin Mary should clearly express the Trinitarian and Christological note that is intrinsic and essential to them. Christian worship in fact is of itself worship offered to the Father and to the Son and to the Holy Spirit, or, as the liturgy puts it, to the Father through Christ in the Spirit. From this point of view worship is rightly extended, though in a substantially different way, first and foremost and in a special manner, to the Mother of the Lord and then to the saints, in whom the Church proclaims the Paschal Mystery, for they have suffered with Christ and have been glorified with Him.(68) In the Virgin Mary everything is relative to Christ and dependent upon Him. It was with a view to Christ that God the Father from all eternity chose her to be the all-holy Mother and adorned her with gifts of the Spirit granted to no one else. Certainly genuine Christian piety has never failed to highlight the indissoluble link and essential relationship of the Virgin to the divine Savior.(69) Yet it seems to us particularly in conformity with the spiritual orientation of our time. which is dominated and absorbed by the "question of Christ,"(70) that in the expressions of devotion to the Virgin the Christological aspect should have particular prominence. It likewise seems to us fitting that these expressions of devotion should reflect God's plan, which laid down "with one single decree the origin of Mary and the Incarnation of the divine Wisdom."(71) This will without doubt contribute to making piety towards the Mother of Jesus more solid, and to making it an effective instrument for attaining to full "knowledge of the Son of God, until we become the perfect man, fully mature with the fullness of Christ himself" (Eph. 4:13). It will also contribute to increasing the worship due to Christ Himself, since, according to the perennial mind of the Church authoritatively repeated in our own day,(72) "what is given to the handmaid is referred to the Lord; thus what is given to the Mother redounds to the Son; ...and thus what is given as humble tribute to the Queen becomes honor rendered to the King."(73) |
| The Christmas season is a prolonged commemoration of the divine, virginal and salvific motherhood of her whose "inviolate virginity brought the Saviour into the world."(16) n fact, on the Solemnity of the Birth of Christ the Church both adores the Savior and venerates His glorious Mother. On the Epiphany, when she celebrates the universal call to salvation, the Church contemplates the Blessed Virgin, the true Seat of Wisdom and true Mother of the King, who presents to the Wise Men, for their adoration, the Redeemer of all peoples (cf. Mt. 2:11). On the Feast of the Holy Family of Jesus, Mary and Joseph (the Sunday within the octave of Christmas) the Church meditates with profound reverence upon the holy life led in the house at Nazareth by Jesus, the Son of God and Son of Man, Mary His Mother, and Joseph the just man (cf. Mt. 1:19). |
| In the revised ordering of the Christmas period it seems to us that the attention of all should be directed towards the restored Solemnity of Mary the holy Mother of God. This celebration, placed on January 1 in conformity with the ancient indication of the liturgy of the City of Rome, is meant to commemorate the part played by Mary in this mystery of salvation. It is meant also to exalt the singular dignity which this mystery brings to the "holy Mother...through whom we were found worthy to receive the Author of life."(17) It is likewise a fitting occasion for renewing adoration of the newborn Prince of Peace, for listening once more to the glad tidings of the angels (cf. Lk. 2:14), and for imploring from God, through the Queen of Peace, the supreme gift of peace. It is for this reason that, in the happy concurrence of the Octave of Christmas and the first day of the year, we have instituted the World Day of Peace, an occasion that is gaining increasing support and already bringing forth fruits of peace in the hearts of many. |
| (Marialis Cultus; II-2-1974) |
| Español |
| Nota trinitaria, cristológica y eclesial en el culto de la Virgen |
| 25. Ante todo, es sumamente conveniente que los ejercicios de piedad a la Virgen María expresen claramente la nota trinitaria y cristológica que les es intrínseca y esencial. En efecto, el culto cristiano es por su naturaleza culto al Padre, al Hijo y al Espíritu Santo o, como se dice en la Liturgia, al Padre por Cristo en el Espíritu. En esta perspectiva se extiende legítimamente, aunque de modo esencialmente diverso, en primer lugar y de modo singular a la Madre del Señor y después a los Santos, en quienes, la Iglesia proclama el Misterio Pascual, porque ellos han sufrido con Cristo y con El han sido glorificados (68). En la Virgen María todo es referido a Cristo y todo depende de El: en vistas a El, Dios Padre la eligió desde toda la eternidad como Madre toda santa y la adornó con dones del Espíritu Santo que no fueron concedidos a ningún otro. Ciertamente, la genuina piedad cristiana no ha dejado nunca de poner de relieve el vínculo indisoluble y la esencial referencia de la Virgen al Salvador Divino (69). Sin embargo, nos parece particularmente conforme con las tendencias espirituales de nuestra época, dominada y absorbida por la "cuestión de Cristo" (70), que en las expresiones de culto a la Virgen se ponga en particular relieve el aspecto cristológico y se haga de manera que éstas reflejen el plan de Dios, el cual preestableció "con un único y mismo decreto el origen de María y la encarnación de la divina Sabiduría" (71). Esto contribuirá indudablemente a hacer más sólida la piedad hacia la Madre de Jesús y a que esa misma piedad sea un instrumento eficaz para llegar al "pleno conocimiento del Hijo de Dios, hasta alcanzar la medida de la plenitud de Cristo" (Ef 4,13); por otra parte, contribuirá a incrementar el culto debido a Cristo mismo porque, según el perenne sentir de la Iglesia, confirmado de manera autorizada en nuestros días (72), "se atribuye al Señor, lo que se ofrece como servicio a la Esclava; de este modo redunda en favor del Hijo lo que es debido a la Madre; y así recae igualmente sobre el Rey el honor rendido como humilde tributo a la Reina" (73). |
| El tiempo de Navidad constituye una prolongada memoria de la maternidad divina, virginal, salvífica de Aquella "cuya virginidad intacta dio a este mundo un Salvador" (16): efectivamente, en la solemnidad de la Natividad del Señor, la Iglesia, al adorar al divino Salvador, venera a su Madre gloriosa: en la Epifanía del Señor, al celebrar la llamada universal a la salvación, contempla a la Virgen, verdadera Sede de la Sabiduría y verdadera Madre del Rey, que ofrece a la adoración de los Magos el Redentor de todas las gentes (cf. Mt 2, 11); y en la fiesta de la Sagrada Familia (domingo dentro de la octava de Navidad), escudriña venerante la vida santa que llevan la casa de Nazaret Jesús, Hijo de Dios e Hijo del Hombre, María, su Madre, y José, el hombre justo (cf. Mt 1,19). |
| En la nueva ordenación del periodo natalicio, Nos parece que la atención común se debe dirigir a la renovada solemnidad de la Maternidad de María; ésta, fijada en el día primero de enero, según la antigua sugerencia de la Liturgia de Roma, está destinada a celebrar la parte que tuvo María en el misterio de la salvación y a exaltar la singular dignidad de que goza la Madre Santa, por la cual merecimos recibir al Autor de la vida (17); y es así mismo, ocasión propicia para renovar la adoración al recién nacido Príncipe de la paz, para escuchar de nuevo el jubiloso anuncio angélico (cf. Lc 2, 14), para implorar de Dios, por mediación de la Reina de la paz, el don supremo de la paz. Por eso, en la feliz coincidencia de la octava de Navidad con el principio del nuevo año hemos instituido la "Jornada mundial de la Paz", que goza de creciente adhesión y que está haciendo madurar frutos de paz en el corazón de tantos hombres. |
| (Marialis Cultus; II-2-1974) |
| Português |
| Nota trinitária, cristológica e eclesial no culto da Virgem Maria |
| 25. É da máxima conveniência, antes de mais nada, que os exercícios de piedade para com a Virgem Maria exprimam, de maneira clara, a característica trinitária e cristológica que lhes é intrínseca e essencial. O culto cristão, de fato, é por sua natureza culto ao Pai, ao Filho e ao Espírito Santo, ou, conforme se expressa a Liturgia, ao Pai por Cristo no Espírito. Nesta perspectiva, torna-se ele extensivo, legitimamente, se bem que de maneira substancialmente diversa, em primeiro lugar e de modo singular, à Mãe do Senhor, e depois aos Santos, nos quais a Igreja proclama o Mistério Pascal, por isso mesmo que eles sofreram com Cristo e com Ele foram glorificados (SC 104). |
| Na Virgem Maria, de fato, tudo é relativo a Cristo e dependente d'Ele: foi em vista d'Ele que Deus Pai, desde toda a eternidade, a escolheu Mãe toda santa e a plenificou com dons do Espírito a ninguém mais concedidos. A genuína piedade cristã, certamente, nunca deixou de pôr em realce essa ligação indissolúvel e a essencial referência da Virgem Maria ao divino Salvador (LG 66). Parece-nos, contudo, sobremaneira conforme com uma certa linha espiritual seguida na nossa época, dominada e absorvida pela "questão de Cristo", (44) que nas expressões do culto à Virgem Maria se dê um relevo especial ao aspecto cristológico e se envidem esforços no sentido de elas refletirem o plano de Deus, o qual preestabeleceu "com um só e mesmo decreto a origem de Maria e da Encarnação da divina Sapiência". (45) Isto concorrerá, sem dúvida, para tornar mais sólida a piedade para com a Mãe de Jesus e fazer dela um instrumento eficaz para que alcancemos todos "o pleno conhecimento do Filho de Deus, o estado de Homem perfeito, a medida da plena estatura da plenitude de Cristo" (Ef 4,13). Por outro lado, contribuirá isso também para aumentar o culto devido ao mesmo Cristo, porque, segundo o sentir perene da Igreja, reforçado autorizadamente nos nossos dias (LG 66), "é referido ao Senhor aquilo com que se procura agradar a Serva; desse modo, redunda em prol do Filho aquilo mesmo que é devido à Mãe... De tal sorte, transfere-se para o Rei aquela honra que, em humilde tributo, se presta à Rainha".(46) |
| O tempo do Natal constitui uma memória continuada da Maternidade divina, virginal e "salvífica", daquela cuja "intemerata virgindade deu a este mundo o Salvador".(9) Assim, na solenidade da Natividade do Senhor, a Igreja, ao adorar o divino Salvador, venera também a sua gloriosa Mãe; na Epifania do Senhor, ao mesmo tempo que celebra a vocação universal para a salvação, contempla a Virgem Maria, verdadeira Sede da Sabedoria e verdadeira Mãe do Rei, que apresenta à adoração dos Magos o Redentor de todas as gentes (cf. Mt 2,11); e na festa da Sagrada Família, Jesus, Maria e José (Domingo dentro da oitava da Natividade do Senhor), considera, venerável, a vida de santidade que levam, na casa de Nazaré, Jesus, Filho de Deus e Filho do homem, Maria, sua Mãe, e José, homem justo (cf. Mt 1,19). |
| No ordenamento do período natalício, conforme foi recomposto, parece-nos que as atenções de todos se devem voltar para a reatada solenidade de Santa Maria Mãe de Deus. Esta, colocada como está, segundo o que aconselhava uso antigo da Urbe, no dia 1° de janeiro, destina-se a celebrar a parte tida por Maria neste mistério de salvação e, a exaltar a dignidade singular que daí advém para a "santa Mãe..., pela qual recebemos... o Autor da vida";(10) é, além disso, ocasião propícia para renovar a adoração ao recém-nascido "Príncipe da Paz", para ouvir ainda uma vez o grato anúncio angélico (cf. Lc 2,14), para implorar de Deus, tendo como medianeira a "Rainha da Paz", o dom supremo da paz. Por isso, na feliz coincidência da Oitava do Natal do Senhor com a data auspiciosa de 1° de janeiro, instituímos o Dia Mundial da Paz, que vai recebendo crescentes adesões e já matura nos corações de muitos homens frutos de paz. |
| (Marialis Cultus; II-2-1974) |
| Latine |
| Huic vero admonitioni de natura christologica pietatis marialis utile esse arbitramur aliam opportunam subnectere hortationem, ut videlicet in endem illlo cultu consentaneum pondus ascribatur uni ex partibus prorsus necessariis fidei: personae hoc est et operae Spiritus Sancti. Theologica nempe pervestigatio et ipsa sacra Liturgia commonstraverunt sanctificantem actionem Spiritus in Virgin Nazarethana inter actiones eius recenseri in salutis historia. Sic, verbi gratia, santi Patres et ecclesiastici scriptores attribuerunt action Spiritus sanctitatem Mariae ab ipsa eius origine; eam scilicet dicentes ab illo quasi . . . plasmatam novamque creaturam formatam (CONC. VAT. II, Const. dogm. de Ecclesia Lumen Gentium, n. 56: AAS 57 (1965), p. 60 et auctores in respondente annotatione 176 commemorati). Cum Evangelii locos meditarentur - Spiritus Sanctus superveniet in te et virtus Altissimi obumbrabit tibi (Lc 1, 35), et Maria (. . .) inventa est in utero habens de Spiritu Sancto; (. . .) quod enim in ea natum est de Spiritu Sancto est (cf Mt 1, 18.20) - perspexerunt in Spiritus intercursu actionem aliquam, quae consecravit fecundamque reddidit Mariae virginitatem (Cf S. AMBROSIUS, De Spiritu Sancto II, 37-38: CSEL 79, pp. 100-101; CASSIANUS, De incarnatione Domini II, cap. II: CSEL 17, pp. 247-249; S. BEDA, Homelia I, 3: CCL 122, p. 18 et p. 20), et eam ipsam convertit in Aulam Regis vel Thalamum Verbi (Cf S. AMBROSIUS, De institutione virginis, cap. XII, 79: PL 16 (ed. 1880), 339; Epistula 30, 3 et Epistula 42, 7: ibid., 1107 et 1175; Expositio evangelii secundum Lucam X, 132i SCh, 52, p. 200; S. PROCLUS CONSTANTINOPOLITANUS, Oratio I, 1 et Oratio V, 3: PG 65, 681 et 720; S. BASILIUS SELEUCENSIS, Oratio XXXIX, 3: PG 85, 433; S. ANDREAS CRETENSIS, Oratio IV: PG 97, 868; S. GERMANUS CONSTANTINOPOLITANUS, Oratio III, 15: PG 98, 305), Templum vel Tabernaculum Domini (Cf S. HIERONYMUS, Adversus Iovinianum I, 33: PL 23, 267; S. AMBROSIUS, Epistula 63, 33: PL 16 (ed. 1880), 1249; De institutione virginis, cap. XVII, 105: ibid., 346; De Spiritu Sancto III, 79-80: CSEL 79, pp. 182-183; SEDULIUS, Hymnus Acathistos «A sous ortus cardine», vv. 13-14: CSEL 10, p. 164; Hymnus Acathistos, str. 23: ed. I. B. Pitra, Analecta Sacra, 1, p. 261; S. PROCLUS CONSTANTINOPOLITANUS, Orazio I, 3: PG 65, 684; Orazio II, 6: ibid., 700; S. BASILIUS SEL?UC?NSIS, Oratio IV: PG 97, 868; S. IOANNES DAMASCENUS, Oratio IV, 10: PG 96, 677), Foederis vel Sancti icationis Arcam (Cf SEVERUS ANTIOCHENUS, Homilia 57: PO 8, pp. 357-358; HESYCHIUS ?I?ROSOLYMITANUS, Homilia de sancta Maria Deipara: PG 93, 1464; CHRYSIPPUS ?I?ROSOLYMITANUS, Oratio in sanctam Mariam Deiporam, 2: PO 19, p. 338; S. ANDREAS CRETENSIS, Oratio V: PG 97, 896; S. IOANNES DAMASCENUS, Oratio VI, 6: PG 96, 672); quae quidem nomina ipsa resipiunt Biblia Sacra. Cum autem idem scriptores Incarnationis mysterium altiore ratione perscrutarentur, conspicati sunt in arcana illa necessitudine inter Spiritum Sanctum et Mariam quiddam sponsale, quod a Prudentio sic poetice describitur: Innuba Virgo nubit Spiritui (Liber Apotheosis, vv. 571-572: CCL 126, p. 97), et eam nuncupaverunt Sacrarium Spiritus Sancti (Cf S. ISIDORUS, De ortu et obitu Patrum, cap. LXVII, III: PL 83, 148; S. HILD?FONSUS, De virginitate perpetua sanctae Mariae, cap. X: PL 96, 95; S. BERNARDUS, In assumptione B. Virginis Mariae, Sermo IV, 4: PL 183, 428; In Nativitate B. Virginis Mariae: ibid., 442; PETRUS DAMIANOS, Carmina sacra et preces II, Oratio ad Deum Filium: PL 145, 921; Antiphona «Beata Dei Genitrix Maria» Corpus antiphonialium officii, ed. R. J. HESBERT, Roma 1970, vol. IV, n. 6314, p. 80), quae locutio naturam sacram Virgins illustrat, quae habitatio diuturna facta est Spiritus Dei. Cum praeterea in doctrinam de Paraclito inquirerent, cognoverunt ex eo, tamquam e scaturigine, profluxisse gratiae plenitudinem (cf Lc 1, 28) et munerum abundantiam, quae eam cohonestaverunt. Quapropter Spiritui attribuerunt fidem, spem et caritatem, quae cur Virginis animabant, virtutem, quae eius obtemperationem Dei voluntati confirmabat, fortitudinem, quae eam sub Cruce patientem sustentavit (Cf PAULUS DIACONUS, Homilia I, In assumptionE B. ?ariae Virginis: PL 95, 1567; De Assumptione sanctae Mariae Virginis Paschasio Radberto trib., nn. 31, 42, 57, 83: ed. A. RIPBERGER, in «Spicilegium Friburgense», n. 9, 1962, pp. 72, 76, 84, 96-97; EADMERUS CANTUARIENSIS, De excellentia Virginis Mariae, cap. IV-V: PL 159, 562-567; S. BERNARnus, In laudibus Virginis Matris, Homilia IV, 3: Sancti Bernardi Opera, ed. J. LECLERQ-H. ROCHAIS, IV, Romae 1966, pp. 49-50); notaverunt deinde in Mariae vaticinio (cf Lc 1, 46-55) peculiarem illius Spiritus impulsum, qui erat olim per prophetas locutus (Cf ORIGENES, In Lucam Homilia VII, 3: PG 13, 1817; SCh, 87, p. 156; S. CYRILLUS ALEXANDRINUS, Commentarius in Aggaeum prophetam, cap. XIX: PG 71, 1060; S. AMBROSIUS, De fide IV, 9, 113-114: CSEL 78, pp. 197-198; Expositio evangelii secundum Lucam II, 23 et 27-28: CSEL 32, IV, pp. 53-54 et 55-56; SEVERIANUS CABALENSIS, In mundi creationem oratio VI, 10: PG 56, 497 498; ANTIPATER BOSTRENSIS, Homilia in Sanctissimae Deiparae Annuntiationem, 16: PG 85, 1785). Cum denique Iesu Matrem morantem contemplarentur in Cenaculo, ubi Spiritus in natam modo Ecclesiam delapsus est (cf Act 1, 12-14; 2, 1-4), vetustum argumentum Mariae Ecclesiae novis locupletaverunt notionibus (Cf EADMERUS CANTUARIENSIS, De excellentia Virginis Mariae, cap. VII: PL 159, 571; S. AMEDEUS LAUSANNENSIS, De Maria Virginea Matre, Homilia VII: PL 188, 1337; SCh, 72, p. 184); at deprecationem potissimum flagitaverunt Virginis, ut a Spiritu acciperent potestatem Christi in propriis animabus generandi, quemadmodum testificatur S. Hildefonsus precatione quadam, quae tam significatione quam intima vi orandi excellit: Oro te, oro te, sancta Virgo, ut de illo Spiritu habeam Iesum, de quo tu genuisti Jesum. Per illum Spiritum accipiat anima mea Iesum, per quem concepit caro tua eundem Iesum. (. . .) In illo Spiritu diligam Iesum, in quo tu hunt adoras ut Dominum, intueris ut Filium (De virginitate perpetua sanctae Mariae, cap. XII: PL 96, 106). |
| Tempus vero Nativitatis Domini quasi quaedam continuata memoria est maternitatis divinae, virginalis, salvificae illius, cuius intemerata virginitas huic mundo edidit Salvatorem (Missale Romanum, Prex Eucharistica I, Communicantes in Nativitate Domini et per octavam); re quidem vera in sollemnitate Nativitatis Domini Ecclesia, Salvatorem adorans, gloriosam eius Matrem veneratur; in Epiphania Domini, dum vocationem universalem ad salutem celebrat, Virginem contemplatur, veram Sedem Sapientiae veramque Matrem Regis, quae omnium gentium (cf Mt 2, 11) Redemptorem Magis adorandum exhibet; atque in Festo Sacrae Familiae Iesu, Mariae et Ioseph (Dom. infra Oct. Nativitatis Domini) vitam sanctam venerabunda perscrutatur, quam Iesus, Filius Dei et Filius hominis, Mater eius Maria et Ioseph, vir iustus (cf Mt 1, 19), in domo Nazarethana duxerunt. |
| In temporis Nativitatis ordine restituto animi communi studio, ut Nobis videtur, convertantur oportet ad instauratam sollemnitatem sanctae Dei Genetricis Mariae; quae, secundum antiquum Liturgiae Urbis Romae indicium, Kalendis Ianuariis attributa, eo spectat, ut munus celebrando recolatur, quod Maria in hoc mysterio salutis gessit, et ut singularis dignitas collaudetur, quae inde obvenit sanctae Parenti . . . per quam meruimus . . . Auctorem vitae suscipere (Missale Romanum, die 1 Ianuarii, Ant. ad introitum et Collecta). Eadem sollemnitas praeterea egregiam praebet opportunitatem iterandae adorations, quam nato Principi Pacis decet adhibere, ut denuo audiatur laetus nuntius evangelicus (cf Lc 2, 14), necnon a Deo, Regina Pacis deprecante, summum donum pacis imploretur. His rebus inducti, Octava Natalis Domini in auspicalem diem, anni initium, feliciter incidente, huic assignavimus celebrationem diei in universo mundo fovendae Pacis, quae maiore usque consensione probatur, atque in animis multorum hominum fructus pacis iam edit. |
| (Marialis Cultus; II-2-1974) |