| L'Immacolata Concezione |
| Il precipuo motivo della visita - che ogni altro avvalora ed innalza - è quello di presentare omaggio alla Vergine SS.ma al termine della tradizionale fervorosa novena, la quale richiama eccezionale numero di partecipanti in preparazione alla bellissima festa di domani: lImmacolata Concezione. |
| È stato infatti preciso intento del Papa rendere questo, benché semplice e familiare, pubblico atto di culto alla Madre di Dio, allindomani della seconda Sessione del Concilio, durante la quale molto si è parlato della Madonna, con desiderio generale ardente di poter esprimere quello che tutti i Padri hanno nel cuore: un grande atto filiale, cioè, un singolare, sentitissimo omaggio alla celeste Regina. Ora, quasi in acconto di quanto avverrà - e si spera nella prossima Sessione - il Papa vuole, insieme con quanti Lo circondano, riaffermare illimitata devozione e fervida speranza a Maria. Tanto più - e tutti sicuramente abbiamo nel cuore questi pensieri - che la festa sì cara ed alta della Immacolata Concezione ci presenta Maria SS.ma in una luce, una prerogativa che non finiremmo mai di meditare e contemplare. Si rimane abbagliati dallaspetto con cui la santa Liturgia, vale a dire la dottrina, la fede nostra, ci presenta il mistero della Immacolata Concezione: una soprannaturale, sublime bellezza che ci rende avidi di raggiungere meta così eccelsa. |
| La natura umana si è mai espressa in una forma completamente perfetta? |
| Da Adamo in poi lumanità non ha più avuto questa fortuna, salvo che in Nostro Signore Gesù Cristo e nella Madre sua Santissima. È questa nostra Sorella, questa eletta Figlia della stirpe di David, a rivelare il disegno originario di Dio sul genere umano, quando ci creò a sua immagine e somiglianza. Il ritratto, dunque, di Dio. Poterlo ammirare in Maria, finalmente ricostituito, finalmente riprodotto nella genuina e nativa bellezza e perfezione: ecco una realtà che ci incanta e rapisce, placando, si direbbe, laccesa e inappagata nostalgia di bellezza che gli uomini portano nel cuore. Essi infatti ritengono, con moltiplicati sforzi - la vita moderna è tesa verso questo scopo - di poter raggiungere lideale allorché della bellezza dànno qualche forma, qualche espressione, senza però mai riuscire a portarla alle sue profonde, vere caratteristiche, che sono quelle non della forma, ma dellessere. |
| Maria è perfetta nel suo essere; è immacolata nella sua intima natura, dal primo istante della sua vita. Noi staremmo perciò ad ammirare di continuo un tale prodigioso riflesso della bellezza divina, fino a sentirci, ovviamente, pur tanto dissimili, arcanamente consolati. |
| Dissimili, perché Maria è lunica, la privilegiata, e nessuno potrà mai non solo eguagliarla, ma neppure avvicinarla. Consolati, nondimeno, perché Maria è la Madre nostra; perché Ella ci ripresenta ciò che abbiamo tutti in fondo al cuore: limmagine autentica dellumanità, limmagine dellumanità innocente, santa. Ce ne svela i principii, poiché Maria è in assoluto rapporto con Dio mediante la Grazia; perché il suo essere è tutto armonia, candore, semplicità; è tutto trasparenza, gentilezza, perfezione; è tutto bellezza. |
| Che cosa diremo, allora, alla Madonna, in questo sguardo che diamo, rapiti e consolati, al mistero di innocenza e di santità? Diremo intanto ciò che abbiamo poco fa proferito: Tota pulchra est, Maria . . .! |
| Finalmente limmagine della bellezza si leva sopra lumanità senza mentire, senza turbare. Le creature tutte la rimirano ed esclamano: Sei veramente, sei realmente la bellezza: Tota pulchra es! |
| In secondo luogo, dopo aver considerato questo ineffabile dono di Dio in Maria, ci convinceremo che esso non è un sogno fallace, non è un tentativo vòlto ad aumentare ancora in noi acuta nostalgia e doloroso rammarico. Ci rianima, invece; e proclama che la perfezione è possibile; che a noi pure è accordato di ricostituire, - se non certo nella medesima completezza e uguale splendore, ma con le stesse energie, che sono quelle della Grazia, dei divini carismi, dello Spirito Santo - quel pensiero che Iddio ha avuto sopra di noi creandoci, per cui anche noi possiamo ,diventare buoni, virtuosi, santi, se viviamo il mistero della Grazia, il grande mistero di Maria. |
| Ognuno voglia - conclude con paterno cuore lAugusto Pontefice - prefiggersi un tale programma di vita, quasi purificando nel proprio essere ciò che di torbido e di manchevole la vita - immersa nellesperienza del mondo - ha prodotto attraverso le contaminazioni del secolo, e divenire, così, degni tutti di essere veramente quali per vocazione desideriamo: figli devoti e fedeli della Madonna Santissima. |
| (OMELIA DI PAOLO VI; Ai Santi Dodici Apostoli, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria; Domenica, 8 dicembre 1963) |
| Nel rivolgere amabile saluto ai numerosi fedeli che Lo ascoltano, il Santo Padre esprime viva letizia perché, nel solenne momento, è a tutti possibile offrire pieno, sincero, il sentimento personale di devozione alla Santissima Vergine. È felicemente abituale, continuo, il nostro omaggio alla Madonna: in questora esso si illumina appieno e la sua luce pervade le nostre anime, presentandoci Maria con la sua prerogativa più bella, ideale, sublime: Immacolata sin dal primo istante, nella perfetta rispondenza della sua vita umana al pensiero divino che lha così voluta e creata. |
| Dobbiamo consentire alle nostre anime di inebriarsi in questa visione, sì che il nostro affetto acquisti una tenerezza ed un entusiasmo, tali da rinvigorire sempre ,più la nostra preghiera, la nostra devozione Mariana. |
| Se poi - come è ovvio - aspiriamo a cogliere qualche particolare di questa mirabile visione della Madonna, penseremo che il Signore lha resa così eletta in virtù del Cristo Signor nostro. Oggi la Chiesa inizia la sua prece con le parole: «Deus, qui per Immaculatam Virginis Conceptionem dignum Filio tuo habitaculum praeparasti . . .». LImmacolata Concezione non è che una essenziale premessa alla Maternità Divina: vale a dire il presupposto adeguato alla venuta del Cristo sulla terra. In tal modo il Figlio di Dio si riservò, nella immensa palude che è la povera umanità, una zolla innocente, unaiuola fiorita, fragrante su cui posarsi: la Madonna SS.ma. |
| Tutto ciò ricorda che la nostra devozione a Maria deve condurci a Cristo; e se davvero amiamo la Madonna, dobbiamo trovare, nel culto che a Lei tributiamo, un più intenso desiderio del Signore, un più alacre zelo nella fede e nella rispondenza a Lui. |
| La Madonna ci conduce a Cristo. Ad Jesum per Mariam. |
| Non dobbiamo quindi, dinanzi a tanta Madre, limitarci a un semplice atto di contemplazione, rimanendo meravigliati e sorpresi della sua eccezionale bellezza, quasi che ciò non costituisse alcuna relazione con noi. Cè, invece: e vasta, meravigliosa! |
| La Madonna assurge sopra di noi, in questo fulgore di luce, innocenza, virtù, bellezza, in così ineffabile congiungimento con la vita divina, per esserci modello, essendo proposta alla nostra imitazione. Se noi ci limitassimo ad innalzare voci di giubilo e preghiere a Maria, senza volere che la nostra vita ne venisse migliorata e modificata, la nostra devozione non sarebbe completa. È, invece, una devozione che deve agire nella maniera di vivere, di pensare: deve rendere puri, buoni: deve trasfondere innocenza, e consolidare la certezza che la virtù è possibile. Finché gli uomini non avevano la Madonna, avrebbero potuto essere disperati, poiché giammai essi, da soli, sarebbero riusciti a raggiungere la virtù, a seguire il bene. La Madonna, invece, gratia piena, cioè ricca della misericordia, ricolma della azione di Dio sopra di noi, ci dimostra come anche per noi cè speranza, anche per noi cè possibilità, e, se vogliamo, possiamo. Il grave pessimismo che attrista la coscienza del mondo, appunto perché ha sminuito la fede e ha perduto la visione tonificante e confortante della Madonna, non deve allignare in noi. Dobbiamo sempre credere alla possibilità di essere buoni, di migliorare, di diventare immuni, anche camminando in questo mondo così inquinato dal vizio e dalla corruzione, da colpe e cadute. È possibile essere puri, virtuosi, fedeli; è possibile, in una parola, imitare la Madonna. |
| In tale profondo, assoluto convincimento, la devozione a Maria, mentre ci unisce a Cristo, fa sì che la Madonna resti, materna, accanto a noi. Ecco una certezza ineffabilmente ristoratrice. Essa dimostra che latto di venerare Maria SS.ma non è una esaltazione estranea alla nostra vita, sia di fede sia di costume, ma ci rende davvero migliori, più vicini al Redentore, a Lui più fedeli. |
| E così sia - conclude il Santo Padre. - E così sia, figli carissimi, per la vostra schietta gioia, per la vostra completa consolazione, per la vostra incrollabile fiducia, per la materna benedizione con cui Maria Santissima Immacolata vi accompagnerà sicuramente nella vita. |
| (OMELIA DI PAOLO VI, Alla Basilica Liberiana; Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria; Domenica, 8 dicembre 1963) |
| NEGLI SPLENDORI DI MARIA IMMACOLATA |
| LINNO ALLA «MATER ECCLESIAE» |
| Quanti pensieri! Ci basti metterli in fila, e presentarli semplicemente alla vostra considerazione, che saprà prolungarli in meditazione, oltre questora benedetta, per lavvenire, per la vita. |
| Diciamo dunque che oggi la nostra pietà onora il mistero della Immacolata Concezione di Maria: il mistero del privilegio, il mistero dellunicità, il mistero della perfezione di Maria Santissima. Maria, la sola creatura umana, che per divino disegno (quanta sapienza, quanto amore esso contiene!), in virtù dei meriti di Cristo, unica sorgente della nostra salvezza, fu preservata da ogni imperfezione, da ogni contagio della colpa originale, da ogni deformazione del modello primigenio dellumanità; la sola perciò in cui lidea creatrice di Dio si rispecchia fedelmente ed in cui la definizione intatta ed autentica delluomo si realizza: immagine di Dio! Luce, intelligenza, dolcezza, profondità damore, bellezza, in una parola, sono sul volto candido e innocente della Madonna, che noi onoriamo: Tota pulchra es, Maria! Basterebbe questo pensiero per inebriare i nostri spiriti, che tanto più sono avidi di umana bellezza, quanto più falsa, più impudica, più deforme, più dolente, la sembianza umana ci è oggi presentata nella molteplice e quasi ossessionante visione dellarte figurativa. Si fermi a questo pensiero chi vuole, per restaurare la scienza della bellezza e per scoprirne i suoi trascendenti rapporti, e per il gaudio interiore e per il costume esteriore ritrovi in Maria la più alta, la più vera, la più tipica figura dellestetica spirituale umana. |
| Per noi ora è sufficiente ristorare a questa fontana purissima la nostra sete di umanità buona e bella ad un tempo, di umanità, in cui la grazia opera il suo prodigio rigeneratore, di umanità cristiana, in una parola. |
| (OMELIA DI PAOLO VI; Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria; Giovedì, 8 dicembre 1966) |